Space Jam 2, tutte le novità del prossimo film evento. Sponsor in lotta

Ormai è ufficiale, Space Jam 2 uscirà nelle sale americane il 16 luglio del 2021. Sarà dunque una lunga attesa, ma solo vedere l’immagine di LeBron James vestire la mitica maglia dei Looney Tunes come erede di Michael Jordan ha creato un hype stratosferico. Il film del 1996 da pellicola per ragazzi e appassionati di basket è cresciuto fino a diventare una autentica icona pop, tanto che sono gli stessi giocatori NBA a fare la fila per completare il cast acconto a King James, l’unico certo di affiancare Bugs e Lola Bunny.

Cinque sono i ruoli disponibili, quelli che nella prima pellicola erano ricoperti da Muggsy Bogues, Charles Barkley, Larry Johnson, Patrick Ewing e Shawn Bradley ai quali i terribili Mostars rubavano il talento per sfidare il quintetto di Jordan. “I’ll be the Muggsy of this movie”. Ha twittato Isaiah Thomas candidandosi a ricoprire il ruolo del piccoletto che era di Tyrone Curtis "Muggsy" Bogues, ma oltre la guardia di Dever, tra i più entusiasti c’è certamente Blake Griffin che era considerato anche un plausibile candidato come protagonista al posto di King James.

“Se quando avevo 8 anni mi avessero detto che avrei avuto l’opportunità di recitare nel sequel di Space Jam sarei impazzito- ha dichiarato Griffin- avrò visto il film un centinaio di volte”.

Per la parte del gigante che era di Shawn Bradley si parla di Anthony Davis, o di Boban Marjanovic, ma in generale le speculazioni sono molte, circolano infatti anche i nomi di Giannis Antetoukompo, Joel Embiid, Draymond Green (al posto di Charles Barkley), Steph Curry, Russel Westbrook, Zion Williamson e addirittura Kobe Bryant per consegnare al King James lo scettro del migliore.

Dubbi restano anche su un possibile cameo di Bill Murray, mentre sembra praticamente impossibile la partecipazione del rapper R-Kelly, autore della celebre I Believe I Can Fly, la canzone più importante della colonna sonora del film del ‘96, tagliato in fretta e furia dalla Sony perché per lo scandalo delle molestie che lo sta travolgendo.

A causa di tutti questi retroscena, fino a quando non verranno sciolte tutte le riserve, le voci sul cast continueranno incessantemente e sicuramente oltre l’aspetto fisico (il monociglio di Davis sarebbe perfetto per la versione cartoon), conteranno anche gli equilibri di marketing e l’appartenenza dei giocatori ai diversi brand, in particolare quello di “Air Mike”.

Space Jam è stato come un lungo spot che ha contribuito ad elevare Michael Jordan non solo come il più grande, il GOAT della pallacanestro mondiale, ma anche come uno degli sportivi più iconografici di sempre insieme a Maradona, Ayrton Senna, o Muhammad Ali. Un enorme contenitore pubblicitario in puro stile stelle e strisce (è la pellicola sul basket con il maggiore incasso di tutti i tempi e la terza di sport in generale dopo Rocky IV e The Blind Side), ma dietro il suo reale valore cinematografico e il business, esiste una particolare epica di contorno che ha reso leggendari alcuni aneddoti: come la palestra che Jordan si fece costruire durante le riprese nel ‘95 per prepararsi al gran ritorno da three-peat con i Bulls.

Per questo c’è tanta attesa per Space Jam 2, perché oltre l’operazione commerciale c’è la rappresentazione di un immaginario collettivo che si è arricchito nel tempo. Nel 2021, a 25 anni dall’uscita del primo, coloro che erano appena bambini, o ragazzi nel 1996, forse andranno al cinema con la scusa di portare i propri figli, ma probabilmente ci andranno con un sorriso stampato viso, perché nonostante tutte le cose che sono cambiate in questi anni, l’NBA come Hollywood resta sempre la stessa meravigliosa fabbrica di sogni e chi la ama, con tutte le sue esagerazioni e le sue contraddizioni, non ha mai veramente smesso di canticchiare I Believe I Can Fly.

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