BORSALINO…160 ANNI DI MADE IN ITALY

Era il 1857 quando Giuseppe Borsalino creò l’iconico cappello in feltro, formando tante generazioni di stile. Un pezzo di Italia che ha segnato il cinema, la moda e lo spettacolo. E’ stato indossato da teste importanti come, tanto per citare alcuni nomi, Winston Churchill, Gabriele D’Annunzio, Al Capone, Alain Delon, Federico Fellini (per il quale è stato creato il modello Fedora), Fred Astaire, Giuseppe Verdi, Gianni Agnelli, Robert Redford, Jean-Paul Belmondo, Michael Jackson e Humphrey Bogart, nella mitica scena finale di Casablanca.

borsalino

Borsalino è diventata una vera e propria definizione per identificare il cappello in feltro da uomo, con cupola a tronco di cono e tesa di media larghezza. Cinquanta passaggi di produzione e circa sette settimane di lavoro per realizzare ogni copricapo: da generazioni si alternano mani artigiane a macchine, che insieme danno vita ad un’eccellenza italiana desiderata in tutto il mondo. Oltre ai negozi monomarca di proprietà, Borsalino ha dominato le vetrine dei grandi magazzini di tutto il mondo, da Galeries Lafayette ad Harrod’s, da Printemps a Saks. E allora cosa è successo? Come può una colonna portante del Made in Italy cadere così in rovina? Dopo il colossale crac del finanziare astigiano Marco Marenco, che due anni fa aveva acquistato l’azienda, due giorni fa il tribunale ha respinto la richiesta di concordato presentata dalla Borsalino per evitare la dichiarazione di fallimento. Le sorti non sono ancora chiare, ma con la fine di Borsalino finisce una parte della storia del nostro Paese, di un mito che, contro ogni previsione, non è più riuscito a sollevarsi.

Eleonora Ieva su public company

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