James Jebbia, il fondatore di Supreme

Ma chi è James Jebbia? Il fondatore del brand streetwear Supreme sul quale da giorni circola la notizia che LVMH, il gruppo proprietario di Louis Vuitton, starebbe ultimando l’acquisto del marchio per una cifra che si aggira intorno ai 500 milioni di dollari.

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Il gruppo con un fatturato annuo da più di 35 miliardi si sarebbe deciso ad acquisire lo skate brand più famoso al mondo, dopo la collaborazione tra LV e Supreme presentata alla fashion week Parigina di qualche settimana fa.

Ma parliamo del genio che sta dietro a tuto questo: James è cresciuto a Crawley, nella periferia londinese dei pendolari, si trasferì a New York a soli 19 anni.

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Leggeva da sempre “i-D” e “the face”, due magazine che amava per come mescolavano lusso e street; adorava come riuscivano ad avvicinare Rei Kawakubo o Katharine Hamnett a Chanel.

Di I-D dice:

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"Nei suoi 35 anni di storia, i-D è rimasto una costante fonte di informazioni, continuando ad educarlo con il suo approccio neutrale alla moda, sia a livello di strada che di sfilate a Parigi. Probabilmente è difficile per i giovani comprendere quest'era prima di internet, ma è stato l'unico magazine che ho comprato da quando ho 16 anni e lo compro ancora oggi. Non sono schierato con nessun giornale, ma i-D ha sempre mantenuto la sua giovinezza e la sua vivacità. Non era per persone che stanno in una torre di vetro e non era per pochi. Non sembrava ci fosse nessun programma. Era 'se sembra figo, scattiamolo".

Ma torniamo a Supreme, libero nel suo approccio alla moda, ogni stagione le collezioni ottengono continuamente delle recensioni indovinate sulla cultura degli abiti da uomo negli USA. Da Ivy League e colletto blu passando per Ralph Lauren e Polo Sport, il marchio fa riferimento ad un'eredità molto specifica della città di NY: skate, punk e hip-hop. Le collaborazioni che lo accompagnano e la sua immagine - che sia su skateboard, poster o t-shirt - rafforzano tanto il DNA del brand quanto sostengono le sue influenze distintive e apparentemente disparate, che includono Comme des Garçons, Public Enemy, H.R.Giger, Lady Gaga, Malcolm McLaren e Dead Kennedys.

Il successo di Supreme forse è dovuto all'approccio senza limiti e alla completa assenza di un piano generale, nessuno schema e nessuna strategia.

"Non pensiamo all'immagine e all'eredità, vogliamo solo fare cose belle, stagione in corso, prossima stagione, niente di più e niente di meno. New York è un gran bel posto e sono fortunato ad aver lavorato con molte delle stesse persone per parecchio tempo, e siamo tutti della stessa idea. Non cerchiamo di essere tutto per tutti. Non cerchiamo di gratificare le masse. Vogliamo solo crescere ad un passo ragionevole." 

Il negozio di Supreme “Lafayette a New York” aperto nel 1994, è sempre stato frequentato da persone tipo: Gio Estevez, Aaron Bondaroff, Harold Hunter, Jason Dill e fotografi tipo Ari Marcopoulos, Harmony Korine, Kenneth Cappello e Terry Richardson. 

Ari e Terry hanno scattato look book, poster di campagne pubblicitarie e magliette, riuscendo a fare indossare i capi a icone come Lou Reed, Kermit the Frog, The Diplomats, Raekwon, Mike Tyson e Neil Young. 

"Quando abbiamo fatto il poster di Lou Reed, scattato da Terry Richardson. Semplicemente perché prima di quello, c'era una percezione di cosa poteva essere un brand come Supreme e quello che rappresentavamo per molte persone - e per lo skate e l'hip-hop. Nella mia testa, non era solo quello. Ma quando abbiamo lavorato con Lou Reed, le persone hanno riflettuto su cosa si trattasse. Per noi aveva perfettamente senso, era un musicista fantastico ed era un ribelle. Ci ha permesso di fare altre cose che non ci si aspettava da un brand skate/streetwear, in un modo che ci lasciava andare in altre direzioni se e quando lo volevamo e sarebbe stato comunque genuino e naturale."

Poi Supreme ha preso le tavole da skate decorandole con il lavoro di artisti contemporanei famosi (Ryan McGinness e Kaws):

"E' successo in maniera molto naturale, ed è arrivato a noi facendo una tavola con Larry Clark. Larry era ovviamente interessato allo skateboarding, e ha sempre avuto un forte collegamento con Supreme. Non guardavamo a Larry come un artista esclusivo, amavamo Larry il fotografo che ama lo skate e basta, e lui ha fatto queste belle foto, ed è sembrata una cosa sensata, quindi abbiamo fatto la tavola," spiega James. "Uno dei miei ragazzi stava lavorando con Jeff Koons, e Jeff ha chiesto se ci andava di farne una con lui, e ovviamente ci andava. E poi abbiamo iniziato a capire che quei musicisti e quegli artisti non sono diversi dalle persone normali - gli piacciono le cose fighe. E' sempre stato così e non pensiamo troppo a quello che possiamo fare. Deve solo sembrare giusto; non siamo legati a nessun parametro.

Non guardo più in là di un anno, non guardo troppo avanti rispetto a quello. Credo sia insensato. Andiamo avanti al nostro passo. Speriamo di fare cose belle, continuare ad essere adeguati, e se arrivano le opportunità noi le cogliamo. Non importa cosa hai fatto in passato, non ci sediamo sugli allori.”

Un genio dell’immagine e del marketing da prendere come esempio, James lavora con un metodo tutto suo difficile da riproporre è un mix tra creatività e grandi capacità relazionali, anche se è sempre schivo e non ama parlare di se.

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