Junya Watanabe: uno sguardo al futuro.

Junya Watanabe.

 

Nato a Fukushima nel 1961, Junya Watanabe ha studiato al Bunkafukusu Gakuin Fashion College e ha iniziato, ancora giovanissimo, a collaborare con Rei Kawakubo creando modelli per Comme des Garçons. Inizialmente era a capo progettista della linea di maglieria tricot, per poi concentrarsi sulla linea Comme des Garçons Homme. Nel 1992 ha debuttato a Tokyo, con una sfilata alla Ryogoku Station. Il suo stile ha esordito nel 2001.

Il protetto di Rei Kawakubo oggi è apprezzato per i suoi capi trasformabili, sempre in linea con i più grandi stilisti giapponesi, che in passerella hanno sempre portato forme innovative e una tendenza all’eccesso, che è in realtà una forma di introspezione. Watanabe usa i   materiali più eccentrici e propone una techno-couture, una moda tecnologica e futurista per uomo e donna. La biografia dello stilista è inoltre ricca di collaborazioni importanti.

 A ispirarlo, nel suo approccio alla creatività e nel suo modo di guidare l’atelier, sono stati, ovviamente, Rei Kawakubo e Issey Miyake.

“A un certo punto della mia carriera – ha raccontato Watanabe – ho realizzato come i grandi stilisti prima di Miyake, inclusi Christian Dior e altri grandissimi nomi, creassero vestiti che si adattavano perfettamente alle forme del corpo. Issey ha stravolto questo concetto e il suo lavoro ha avuto un forte impatto su di me. Mi ha fatto capire che io volevo creare qualcosa di nuovo, dare vita a degli outfit molto diversi da quelli degli altri designer”.

 

 L’uomo e la donna di Junya Watanabe stupiscono, di volta in volta, per il loro profilo alieno. Il menswear, in particolare, è pensato per un pubblico cosmopolita, attento ai dettagli e alle innovazioni, a suo agio tra stili completamente diversi.

 

 Negli anni la lista delle collaborazioni di Junya Watanabe si è estesa a Levi’s, Hervier Production, Carhartt, Nike, Merz b. Schwanen e The North Face. A marzo 2016, Watanabe ha creato un cappotto in cotone, per la sua linea di abbigliamento maschile autunno inverno 2016, dove quattro pannelli solari, con finiture in pelle sintetica, posti sul retro delle spalle e due sul davanti creavano un mini circuito per mettere in carica il cellulare.

 

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