Museo nazionale romano di palazzo Massimo

Aperto: 09.00 - 19.45 dal martedì alla domenica

Molti, immagino, tra scrittori, giornali e blog hanno scritto e scrivono ancora sul museo nazionale di palazzo Massimo sede di uno dei musei più pregni di pezzi unici provenienti da tutte le aree di Roma e provincia, e di storia antica al mondo.

img 5647

Torno sempre volentieri a vedere le sale di questo museo incastonato nella movimentata e anch’essa storica piazza dei cinquecento. Luogo quindi facile da raggiungere dai turisti che una volta usciti dalla Stazione Termini possono subito assaggiare il pezzo più succulento della grande storia di Roma e Italiana.

Il Palazzo Massimo alle Terme è la principale delle quattro sedi del Museo nazionale romano, assieme alla sede originaria delle Terme di Diocleziano, a Palazzo Altemps e alla Crypta Balbi.

img 5580

Il pianterreno ospita capolavori dell'arte romana, dalla tarda età repubblicana all'epoca della dinastia Giulio-Claudia. E qui, ci troviamo di fronte a una grandissima statua di divinità femminile seduta, davanti alla quale tutte le volte mi perdo. 

Questa statua di età augustea, restaurata come Minerva, proviene dalle pendici dell'Aventino ed è composta da numerose tipologie di marmi colorati antichi.  Secondo recenti studi sembra però che la statua raffigurasse Magna Mater-Cibele, un'antica divinità anatolica, considerando l’antico progenitore Enea, che proteggeva i Romani.

img 5618

Nelle sale di piano terra si conserva, in modo quasi intatto, una grandissima quantità di serie di ritratti, anonimi e della classe dirigente, in marmo e in bronzo. 

Stranamente al contrario di quello che si possa pensare io, ma come anche altri visitatori, tendiamo a soffermarci su tutti loro.

Guardando avidamente ogni ruga e capello scolpito siamo  portati a, insieme ad un pò di fantasia, a fare un tuffo nell’antico e ad immaginare come dovevano essere fisicamente gente comune e le “very important person” in epoca romana; cercando anche una qualunque somiglianza con noi gente del 2000. 

img 5611

Tra di loro difatti non potevano mancare, numerosi visi di Cesare, Augusto e di molti altri imperatori. 

Ma cominciamo con il salire .

Al primo piano entriamo in quello che era il culto religioso dei romani e in alcune nicchie ci sono le statue delle più importanti divinità della religione romano-greca di provenienza dalle ville laziali: Giove, Apollo, Dionisio e Atena. 

athena carpegna massimo

Insieme ai capolavori della statuaria romana, dall'età dei Flavi alla tarda antichità, in un grande salone sono esposte alcune importanti opere sulla scultura "ideale", utilizzata come fantastico e prezioso arredo di ville dell'aristocrazia romana, come l'Afrodite accovacciata, il famoso Discobolo e alcuni originali greci tra cui la Fanciulla di Anzio.

Ma qui in questo primo piano c’è anche una delle statue più belle, controverse, studiate e ammirate nello stesso tempo dagli storici : l’Ermafrodito Dormiente.

0fd5e02a cab5 4576 a71f a1ef25fb38a2

L ‘ Ermafrodito dormiente, rappresenta un bellissimo giovane, che giacendo su un fianco,  dorme sul proprio mantello, con la testa appoggiata sul braccio destro che fa da cuscino. 

La statua va guardata in ogni suo lato e occorre girargli intorno lentamente per coglierne realmente la sua essenza.  La veduta posteriore, con i glutei in primo piano in modo provocante, suggerisce la bellezza di un corpo femminile.

La parte anteriore mostra invece l'organo sessuale maschile eretto, che mostrano la vera identità dell'Ermafrodito. 

Il poeta latino Publio Ovidio Nasone narra che Ermafrodito, bellissimo figlio di Ermes e Afrodit,e venne trasformato in un essere androgino dalla doppia identità sessuale, a causa  dell'unione soprannaturale con la ninfa Salmace.

578f1123 d897 4619 b890 8e6a9aeb7fff

“Avvinti nel tenace amplesso, non erano più due ma un corpo doppio che non poteva essere definito né maschio né femmina»

Il secondo piano ospita gli splendidi affreschi del ninfeo sotterraneo della villa di Livia "ad Gallinas Albas", località presso Prima Porta, appartenuta a Livia Drusilla, imperatrice moglie di Augusto

Questi riproducono un giardino con alberi da frutto e uccelli sui quattro lati.

Nelle altre sale c’è una serie di mosaici, parietali e pavimentali, megalografie tardo-imperiali, i pannelli con pompa circensis e "il rapito dalle Ninfe" provenienti dalla cosiddetta basilica di Giunio Basso; gli affreschi provenienti dal porto fluviale di San Paolo e la sezione degli affreschi ritrovati nei locali ipogei della "villa o casa della Farnesina”.

7fbe8e61 5d49 471d b1af 4ce5be4761e7

Finalmente possiamo passare al piano interrato dove c’è la cosa che più attrae di questo museo.

In questo piano vi si conserva la cosiddetta mummia di Grottarossa  perché ritrovata, il 5 febbraio 1964, a Grottarossa (a nord di Roma), all'undicesimo chilometro della via Cassia, all'interno di un sarcofago assieme al suo corredo funerario durante gli scavi per le fondamenta di una costruzione.

Leggenda vuole che fu ritrovata grazie ad una fiaccola ancora accesa vicino al  corpo della bimba che comparve solo per un attimo agli occhi degli scopritori prima che l’aria entrata dallo scavo, la riducesse in polvere.

Tenuta in una teca a temperatura e umidità controllate, illuminata con luce attenuata e depurata delle radiazioni dannose, per garantirne la conservazione, essa rappresenta l'unica mummia di età romana mai rinvenuta.

La bambina romana era probabilmente originaria dell'Italia centrale in quanto nel suo dna sono state ritrovate tracce di origini italiche. 

Il corpo fu mummificato, senza asportare cervello e le viscere e utilizzando bende di lino impregnate di sostanze odorose e resinose: pratica ovviamente diffusa in Egitto ma mai attestata a Roma.

img 5624

La fanciulla, secondo le analisi effettuate, doveva aver avuto diverse infezioni e pare soffrisse di carenze nutrizionali con una avanzata osteoporosi, ma a causarne la morte fu una fibrosi pleurica bilaterale causata molto probabilmente dalla tubercolosi. 

 Anche se malnutrita, la bambina faceva, sicuramente parte di una famiglia romana, convertita al culto della dea egizia Iside, benestante e agiata.

Il corpo della bambina era avvolto, infatti, in una tunica di seta ed era ornato da una collana in oro e zaffiri. Aveva due orecchini di filo d'oro e un anello con castone aureo. 

Accanto al corpo fu trovata anche una bambola in avorio con braccia e gambe articolate alta circa 16 centimetri: antesignana della moderna Barbie. Probabilmente il suo giocattolo preferito o secondo l’uso indicava che la piccola fosse morta vergine. 

Inoltre, furono ritrovati alcuni vasetti di ambra rossa, piccoli amuleti ed un minuto busto femminile, sempre di ambra. 

Guardare questa mummia fa sicuramente effetto, non tanto per come è perfettamente conservata ma per la sua giovane età.

Il suo ritrovamento infatti ha aperto la strada a tanti studi confermandone altri : cominciando dai Commerci romani sicuramente con il baltico, lo sri lanka e la cina e malattie di cui spesso ci si ammalava.  

Ecco quindi, proprio qui in Italia uno dei più grandi tesori di dati scientifici e umani su un epoca così lontana. 

[[foto-10]]

Stefania Accardo su public company

by

in Events -

Follow me

Tag