Nella geografia del mondo alla scoperta dell’uomo [e di me stesso]

Questa bellissima frase non è mia – purtroppo – ma di Willy Fassio da cui l’ho presa in prestito perché riassume in modo sintetico ma sublime la mia idea della fotografia in particolare di quella legata al viaggiare. La proposi come sottotitolo della mia mostra fotografica ‘Complice la luce’ – che si è tenuta a fine ottobre del 2011 nel Parlamento di Edimburgo in Scozia – in quanto racchiude gli elementi che compongono la mia ricerca nell’immagine dove l’Uomo e la sua anima insieme alla Luce sono dei soggetti imprenscindibili del mio scattare nomade.

Alcune volte mi sento proprio così, un uomo solo in mezzo al mare in tempesta

Non so perché mi è presa questa voglia di scrivere, però sento l’esigenza di raccontare questa mia passione, di descrivere, sicuramente in modo improprio e insufficiente, ciò che da oltre 30 anni accompagna fedelmente la mia vita. Come mi è capitato di sottolineare altre volte io non sono scrittore, ma fotografo. La mia penna è la mia inseparabile Nikon ed è sempre uno sforzo incredibile cercare di mettere su carta ciò che nemmeno a parole mi riesce esprimere. Chi mi conosce sa di questa mia difficoltà a esternare i sentimenti, le paure, le gioie, i dolori. Credo che questo sia stato uno dei motivi principali che mi hanno avvicinato alla fotografia. L’esigenza di riuscire in qualche modo a trasmettere quello che avevo dentro, a raccontare la parte più nascosta e vera di me. Se non avessi avuto la fortuna di un padre che mi regalò, ormai molti, molti anni fa, la mia prima reflex Nikon F a Photomic T forse mi sarei immerso nella musica o nella cucina o, perché no, nella moda. Certamente avrei cercato un qualcosa in cui potessi creare, riflettere e buttare fuori ciò che a parole risultava vano.

E’ arrivata la Fotografia e non posso che esserne felice. Nei miei scatti vedo riflesso me stesso, l’io più sincero e profondo, e questo mi fa sentire in armonia oltre che con Edoardo anche con gli altri. Non sta a me giudicare se ho fatto la scelta giusta, magari sarei diventato un Muti, un Pierangelini o un Cavalli, non lo so e non lo saprò mai. Sicuramente sono contento di quello che mi è accaduto e forse, come dice Mimmo Iodice, anche io come lui ero un predestinato.

 

Altre volte il bisogno di evasione mi affascina, uno squarcio di sole nelle nebbia mattutina

Il viaggiare mi è stato d’aiuto. E’ un immenso e sorprendente mezzo per  conoscere e per conoscersi. Mi ha dato nel tempo l’opportunità di vedere il mondo e di soddisfare la mia continua ricerca di nuove sensazioni. Mi affascina tutto ciò che mi provoca stupore. E in genere questo accade non nel durante, ma nel rivedere il ‘lavoro’ fatto. Lascio sempre aperta una finestra alle emozioni e, in sintonia con il ‘cuore’ bressionano, cerco di mettere insieme questi tasselli in modo da canalizzare tutto ciò e sintetizzarlo nel mosaico di luce che è la fotografia. Non sempre ci riesco, ci mancherebbe, ma l’impegno che ci metto è costante. Al ritorno da ogni viaggio conosco sempre una parte diversa di me, e i miei scatti sono lì a testimoniarlo, un qualcosa in continua evoluzione che a volte mi sorprende e rende felice, altre mi angoscia e mi obbliga a pensare.

 

Un sorriso alla vita con un vero amico al fianco

Da alcuni anni mi sono avvicinato anche al mondo del matrimonio ed è veramente curioso come la fine del rapporto con mia moglie sia stato l’inizio di un percorso fotografico nuovo e interessante in questo campo. Mi viene in mente lo splendido libro postumo di Terzani, ‘La fine, il mio inizio’. Certo la sua ‘fine’ era diversa dalla mia, ma credo che il senso del cambiamento descritto da Tiziano possa in qualche modo adattasi a quello che mi è capitato. “Allora, questa è la fine, ma è anche l’inizio di una storia che è la mia vita e di cui mi piacerebbe ancora parlare con te per vedere insieme se, tutto sommato c’è un senso”.

Foto di viaggio - Simmetrie che evidenziano il soggetto al centro

Foto di matrimonio - Simmetrie che portano l'attenzione al soggetto al centro

Come ho scritto altre volte, non credo ci sia tanta differenza tra il viaggio e il matrimonio, anzi forse l’uno è implicito o complementare all’altro. Entrambi hanno degli elementi in comune che li caratterizzano: la programmazione, l’entusiasmo, la trepidazione, l’attesa, la condivisione. E poi se la vita è un viaggio il matrimonio ne è una tappa fondamentale. Quindi  il mio avvicinarsi a questa fotografia è stato molto naturale. Certo con delle responsabilità totalmente diverse, ma con un approccio molto simile. Confrontando i miei scatti di matrimonio con quelli di viaggio si percepisce uno stesso filo conduttore, una stessa ricerca stilistica, uno stesso controllo del taglio e della luce, una costante attenzione a cogliere le emozioni.

Foto di viaggio - Attraverso una finestra la mia ombra permette di vedere l'interno

Fotografia di matrimonio - La mia ombra sul finestrino dell'auto incornicia la sposa

Molto la vita mi ha dato e spero che molto altro ancora mi darà. Il periodo che sto vivendo è particolarmente intenso, ricco di contrasti, gioie, delusioni da parte di persone inaspettate ma anche di bellissime esperienze e novità. Certe volte mi guardo allo specchio e mi sento felice, orgoglioso di quello che mi circonda. Altre – come dice il mio omonimo Bennato – mi sveglio e ‘devo cominciare da zero’. Questa è la vita e forse è proprio da questi contrasti che nascono gli stimoli alla creatività. ‘Bisogna avere il caos dentro di sé per poter rinascere stelle danzanti’. Quante volte mi sono ‘confrontato’ su queste parole. Forse ad alcuni possono suonare immorali e forse lo sono. Ma quanto è triste e noiosa la cosiddetta normalità sempre che esista. Pochi anni fa è morto di cancro in soli 5 mesi un ragazzo che abitava accanto alla mia casa, aveva 26 anni. ‘Vivete ogni giorno come se fosse l’ultimo, ma pensate come se foste immortali’. Spero che l’abbia fatto. Spero che ognuno di noi lo faccia. La vita va vissuta e se viaggiare è vivere due volte, viaggiare fotografando è dare un senso alla vita.

Buona luce

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