Seul: 230 anni della chiesa cattolica in corea

COME IN CIELO E COSI’ IN TERRA - Seul: 230 anni della chiesa cattolica in corea, 9 settembre - 17 novembre 2017, Braccio di Carlo Magno - Città del Vaticano: si intitola così l’interessante mostra multimediale presente al Braccio di Carlo Magno.

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Il padre nostro citato nel titolo spinge il visitatore a comprendere con una serie di immagini, cartine in movimento, grandi pannelli e schermi giganti la grande sofferenza ma insieme forza di un popolo che ha subito persecuzioni e martirio raggiungendo poi la democrazia e la libertà religiosa.

Questa mostra non va letta infatti solo in chiave cattolico - cristiana ma come esempio di lotta per la libertà e per la democrazia, uguaglianza tra le persone e tutela della dignità umana. Tutto ciò naturalmente è riferito al sud corea, perché il nord corea dalla guerra del 1953 è rimasto nell’orbita comunista sotto una feroce dittatura che blocca qualsiasi iniziativa imprenditoriale, economica e religiosa. Diventando anche un vero e proprio pericolo per il mondo intero.

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Il sud corea di Seoul invece, durante la sua travagliata storia moderna ha sostenuto a gran voce e ha messo in pratica la democratizzazione diventando attraverso la libertà religiosa esempio di libertà sociale e democrazia : basti pensare alla samsung e alla Hyundai capi saldi della libera industrializzazione sudcoreana.

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Tornando alla mostra, le suore coreane presenti alla mostra ci sorridono accogliendoci nel loro mondo mostrandoci con orgoglio le tappe di questo cammino, rappresentate in maniera emblematica. In una sorta di linea del tempo della sofferenza che porta, dopo migliaia di sacrifici umani e più di 100 anni di persecuzioni, alla realizzazione della libertà religiosa e della agognata democrazia viene mostrato quanto segue:

- 1784 nascita spontanea della chiesa

- 1801 le persecuzioni e il martirio

- 1831 istituzione del vicariato apostolico

- 1895 ottenimento della libertà di fede

- 1910 occupazione giapponese e divisione del popolo

- 1987 partecipazione sociale della cattedrale di Miyeongdong

- Presente Abbracciare il paradiso da una terra isolata

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Ad ogni tappa corrisponde una sezione della mostra ma la parte più coinvolgente che porta il visitatore ad una totale compenetrazione alla sofferenza di un intero popolo e quanto si può vedere in forma quasi di lento balletto di ombre cinesi con la crocifissione e le torture inflitte ai credenti.

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L’ aspetto artistico oltre che quello emozionale é comunque lodevole. Tra le diverse opere esposte ce ne sono alcune molto significative: il primo libro di catechismo (1800) scritto in Hangeul, ovvero in lingua coreana e non cinese. Di grande impatto è poi un enorme pannello laccato con inserti in madreperla (2017), opera di Kim Kyung-ja. Inoltre, vi è una Madonna con bambino (dipinto su carta, 1949) di Chang Woo-soung, esempio magnifico di sincretismo estetico; mentre dalle collezioni vaticane provengono alcune antiche matrici in legno per xilografie.

Il tutto è riportato nell’oscurità ma man mano che si va avanti i corridoi si illuminano fino ad arrivare all’uscita nella luce e nel respiro della libertà.

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L’entrare inizialmente in un altro mondo buio e cupo nella sofferenza, cosi diverso dal nostro per poi arrivare intonando un inno alla libertà alla vita e alla felicità. L’esperienza mi ha veramente coinvolta e invito tutti credenti e non a guardare con occhi “liberi” da condizionamenti una storia tanto importante anche se cosi lontana e farla propria prendendola ad esempio, adattandola ai nostri giorni e a tutte le dittature che andrebbero soverchiate e distrutte con decisione.

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Stefania Accardo su public company

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