VAN GOGH AND JAPAN. Mostra, ad Amsterdam fino al 24 Giugno.

Al Van Gogh Museum di Amsterdam è in corso una mostra che illustra il rapporto tra il grande artista olandese con il Giappone in un percorso che si snoda attraverso i vari periodi della sua vita.

Le stampe di artisti giapponesi furono una delle maggiori fonti d’ ispirazione di Vincent a tal punto che , insieme al fratello Theo, ne divenne anche un avido collezionista. L’arte orientale gli insegnò un nuovo modo di guardare il mondo. Fu a Parigi che Van Gogh scoprì l’ impatto che ebbe il Giappone sull’ Occidente, quando decise di modernizzare la propria arte. Non sappiamo di quante stampe consistesse la sua collezione; nelle sue lettere parla di ‘centinaia’.

“Il mio studio è abbastanza sopportabile, soprattutto dopo che ho fissato alle pareti una collezione di incisioni giapponesi che mi piacciono molto.” (Lettera a Theo, 1853)

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Vincent Van Gogh, Japonaiserie: Oiran, 1887

Affascinato da quel mondo, riversò nelle sue opere quel repertorio iconografico, piegandolo al proprio stile e rielaborandolo a suo modo.

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Vincent Van Gogh, Ritratto di Père Tanguy, 1887

Lo spazio divenne meno soggetto alla divisione prospettica, si fece più piatto, in combinazione a brevi pennellate di colore puro, vivace e deciso.

“Per ciò che riguarda restare nel Sud, vediamo un po’: la pittura giapponese piace, se ne subisce l’influsso, tutti gli Impressionisti hanno questo in comune, e non si deve andare in Giappone, vale a dire a quello che corrisponde al Giappone, cioè il Sud? […] Vorrei che passassi un po’ di tempo qui, capiresti dopo un po’, l’occhio cambia, si vede con un occhio più giapponese, si sente il colore in modo diverso.”

Così scrisse Vincent al fratello Theo pochi mesi dopo il suo arrivo ad Arles, dove visse fino alla fine dei suoi giorni.

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Van Gogh Museum

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1071 DJ Amsterdam

Laura Liberati su public company

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