i FOCHI di San Giovanni

Che cosa significa parlare di campanilismo in tempi di globalizzazione? 

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E' il terroir - si direbbe in altri ambiti - il nostro biglietto da visita, la componente primaria del nostro essere nati in una certa parte del mondo. 

A San Giovanni, a Firenze, dalle 22.00 alle 22.30 si vanno a vedere a vedere i fuochi d'artificio, i "FOCHI" del patrono. Punto. Poco importa se nuove (sacrosante) norme antiterrorismo mettono paura e a repentaglio l'affluenza all'evento. I Fiorentini sono tutti lì, in fila, per prendere il posto sui Lungarni. Per poter dire serenamente, una volta all'anno: 

- "giueeee" (espressione dialettale di giubilo ironico, accomunabile a: "giù!", "accipicchia", "che abbondanza", "caspiterina")

- "gl'eran meglio quegli altr'anni"

- "quest'anno l'ho pagati io" (con le mie contravvenzioni, n.d.r. - sottointeso)

- "quest'anno fanno il Giglio"

Fiorentinità a tutto tondo, insomma.

Ai Romani (mi riferisco a tempi antichi, i giochi nel Colosseo) non togliere i giochi, ai Fiorentini non togliere i FOCHI.

Vanni Marchioni su public company

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