Il fascino delle Keicar giapponesi

In Giappone una regolamentazione basata sull’area occupata dalle auto produsse il fenomeno delle keijidōsha, poi chiamate K-car ed infine Keicar, appunto. Queste auto nel 1949 non potevano superare i 2,8 m di lunghezza, 1 m di larghezza e 2 m di altezza, e potevano avere motore 150 cc a 4 tempi oppure un 100 cc a due tempi. Una legislazione che è cambiata nel tempo, con piccoli e costanti aumenti, e che con l’ultima normativa del 1988 imponeva le misure massime di 3,4 m di lunghezza, 1,48 m di larghezza e 2 m di altezza con motore da 600 cc di potenza massima da 64 CV.

Dal Fuji a Suzuka e ai fremiti di suggestioni sportive legate alle competizioni di F.1. Dal caleidoscopio cangiante della tumultuosa Tokyo, ai silenzi di Kyoto. La doppia anima di una terra dove si costruisce in verticale, ma si scava in profondità. Nel connubio tra modernismo e spiritualità. Da sempre. Il Giappone dei misteri insondabili. Con laboratori d’idee e profumi di giardini zen, geishe e motori, emissioni zero e natura esuberante, a far da testimoni. Partendo dalla ritualità di un passato sempre presente. E quella voglia incoercibile di proiettarsi verso il futuro.


Tutte, o quasi, con una lunghezza che sfiora i 3,4 metri. Il motivo? La legge giapponese impone di non superare queste dimensioni e altri parametri (un’altezza e una larghezza non superiori, rispettivamente, a 200 e a 148 cm, e una cilindrata fino a 0.66 litri), per poter accedere ai benefici fiscali e assicurativi delle kei car, identificabili dalla targa a sfondo giallo. Non solo: se in questa nazione è in genere necessario dimostrare di avere un posteggio adeguato al mezzo per acquistare l’auto, le kei car sono esentate da tale onere in alcune aree rurali.

Le vorreste in Italia? Del resto, nelle metropoli giapponesi gli spazi scarseggiano e vetture così piccole sono quindi molto appetibili, a prescindere dalle agevolazioni. Alcuni modelli, sfiziosi e colorati, talvolta sportivi, potrebbero piacere anche in Europa, dove il traffico e le strade anguste di molte località non sono poi così differenti dal Giappone. Per questo, vi chiediamo di dare un’occhiata alle kei car della nostra galleria di immagini, per poi rispondere nei commenti a questa domanda: quale delle auto mostrate vi piacerebbe vedere in Italia?

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