il Ministero della solitudine

Da La Repubblica: "Il minister for Loneliness dovrà occuparsi di 9 milioni di persone che vivono isolate, 2 milioni che abitano sole, almeno 200 mila anziani che trascorrono settimane senza incontrare nessuno. Con conseguenti problemi di salute e in particolare di depressione" 

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ecco, parliamone. 

Il ministero della solitudine esiste davvero, è (appena) nato in Gran Bretagna per volontà del Primo Ministro Theresa May. Importiamolo, subito. è opportuno, necessario. Non solo per le persone che vivono isolate, sole, e per gli anziani che trascorrono settimane senza incontrare nessuno. 

Il Ministero della Solitudine servirebbe anche ai giovanissimi, tantissimi, che presentano a mio avviso una vera e propria sindrome da dipendenza virtuale. Tanti like ma pochi amici. Adesso faccio un discorso da vecchio: ai miei tempi (...) il giorno della gita scolastica era un'occasione di fuga. Da tutto e da tutti, un'esperienza piena di vita e vitalità. L'opportunità di potersi avvicinare a quella della classe accanto, come se la ricreazione non fosse sufficientemente adatta all'uopo. L'ultima fila del pullman, fatta di risate sguaiate, scherzi sardonici, urla disgiunte e parolacce irripetibili. Sarei curioso di assistere a una gita scolastica di una terza media, oggi: si vedrebbero solo le pettinature dei ragazzi, intenti in silenzio a digitare chissà cosa sui social. Aggregazione virtuale, solitudine concreta. 

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è la necessità di questo secolo, essere sempre on-line, sempre virtualmente raggiungibili, a porre distanze incolmabili tra le persone. a che serve avere tremila amici? Io stesso, l'Orso Yoghi del web, ne conto più di mille, solo su FB. Ovviamente la maggior parte dei quali sono degli illustrissimi estranei. 

Se il Ministero della Salute attraversa la Manica e scende fino allo Stivale, isole tacco e sperone comprese, m'iscrivo anche io all'allegra brigata dei senza-arte-né-parte. 

Cordialità.

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