cura sclerosi

Come detto nell’articolo precedente, la ricerca per la Sclerosi Multipla sta andando avanti molto velocemente.

«Disponibile il primo trattamento orale per la forma recidivante». 

Ad annunciarlo è stata la società farmaceutica Merck a Milano durante una conferenza che ha visto la partecipazione dei più autorevoli esponenti del mondo scientifico italiano tra cui il Professore Giancarlo Comi. 

Il futuro dei pazienti affetti da sclerosi multipla potrebbe cambiare in maniera significativa grazie ad un farmaco: la Cladribina compresse. Una soluzione che, a fronte di un trattamento orale di 20 giorni in due anni, sarà in grado di dare un controllo della malattia per quattro anni.

 «Dopo un lungo viaggio durato oltre dieci anni – ha spiegato il Professor Giancarlo Comi, docente ordinario di Neurologia all’Università Vita- Salute San Raffaele di Milano e direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale all’Ospedale San Raffaele oltre che membro dello Steering Committee Internazionale – anche i pazienti avranno a disposizione una nuova soluzione terapeutica che rappresenta il primo trattamento orale per la forma recidivante di sclerosi multipla ad elevata attività».

Il programma di sperimentazione di Cladribina ha coinvolto oltre 2000 pazienti con risultati significativi:

• 4 pazienti su 5 rimangono liberi da ricadute

• 9 pazienti su 10 rimangono liberi da progressione della disabilità

• Quasi la metà dei pazienti non ha evidenza di attività della malattia.

Nei pazienti con elevata attività di malattia, le analisi dello studio hanno dimostrato che, rispetto al placebo, Cladribina compresse ha ridotto il tasso di recidiva del 67% e il rischio di progressione della malattia a sei mesi.

Anche per la Sclerosi Multipla progressiva si stanno facendo tantissimi passi in avanti, questo grazie a persone che dedicano la loro vita alla ricerca per questa malattia. 

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