Ministro o Ministra?

"In Italia si accetta che si dica 'contadina', 'operaia' o 'cameriera', e si pretende che si dica ancora 'avvocato', 'ministro', ingegnere'. Allora è un problema di scala sociale", ha continuato Boldrini, che ha ringraziato l'Accademia della Crusca: "cari presidenti - ha affermato Boldrini - io non so quante volte ho fatto presente all'opinione pubblica il lavoro fatto in questi anni dall'accademia ci ha aiutato in questi anni a capire in che relazione si evolvono società e linguaggio. La Crusca ha sempre espresso un parere chiaro su questo argomento. Eppure c'è tanta gente che dice che declinare al femminile, è brutto, è cacofonico, che non si può sentire. In realtà non è brutta la parola, è che non siamo abituati a sentirla. Nel linguaggio siamo tutti conservatori. Un linguaggio che non siamo abituati a sentire non ci piace, lo definiamo brutto", ha concluso Boldrini.

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No, Ministro Boldrini, non è questo il punto a mio (im)modesto avviso.  

Il punto è che se un Ministro della Repubblica Italiana ha così tanto tempo per pensare, (non solo: promuovere, affermare e ribadire), a queste importantissime questioni irrisolte, è un problema socialmente rilevante. E checchè ne dica l'Accademia della Crusca - per la quale istituzione nutro profonda e campanilista stima - il termine Ministra richiama maggiormente al sostantivo Minestra che alla più alta carica dello Stato declinata in ragione e funzione del proprio specifico ruolo istituzionale e operativo. 

Linguaggio o lignaggio? 

Quale il vero problema? 

Cordialità.

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