Tenkara & Valsesiana

Tenkara & Valsesiana

(laddove il riso fa da padrone)

Traduzione letterale: "dal cielo" (テンカラ). Perchè dal cielo? Perchè l'esca artificiale (la "mosca", si direbbe in Italia) arriva sull'acqua direttamente dal cielo. 

Tenkara è un'antichissima disciplina giapponese, un'affascinante tecnica di pesca con la mosca - appunto - semplice ed estremamente efficace. 

"La pesca tenkara ebbe origine in Giappone almeno 200 anni fa. IL primo riferimento alla pesca con la mosca tenkara si trova in un libro del 1878 intitolato Diary of climbing Mt. Tateyama ("diario della scalata del Monte Tateyama"), scritto da Ernest Mason Satow, un abile linguista e diplomatico britannico durante il periodo della prima modernizzazione del Giappone. La pesca con la mosca tenkara si sviluppò tra i pescatori professionisti tra i torrenti di montagna del Giappone, che la trovarono un metodo efficace per pescare i pesci locali, come yamame (salmone giapponese), iwana (salmerino dalle macchie bianche) e amago (salmone masu dalle macchie rosse). In origine la canna era una semplice canna di bambù o di giunco, che veniva tagliata e trattata, ma diversamente dalle attuali canne da pesca di bambù occidentali, quelle giapponesi non erano "fabbricate" (cioè divise e rincollate insieme). Inoltre, diversamente dalla tradizione occidentale della pesca con la mosca, dove i cannisti usavano pesanti canne di legno, in Giappone i cannisti usavano sempre il bambù, che è prontamente disponibile e molto leggero. Grazie al loro peso leggero, i cannisti giapponesi potevano usare canne di bambù molto lunghe e arrivare fin dove necessario senza bisogno di sviluppare i mulinelli per le canne corte inventati in occidente". 

Wikipedia mi supporta e sopporta (grazie!) nel racconto di quanto in oggetto, a livello generale e istituzionale. Ma forse non tutti sanno che questa seducente disciplina trova - a ritroso nei tempi e per buona sorte di tutti ancora oggi - curioso e immediato riscontro tecnico in uno specifico alter-ego occidentale: in Italia. Alto Piemonte, per la precisione. 

La tecnica Valsesiana ripercorre in tutto e per tutto (eccetto i tratti somatici degli interpreti delle rispettive discipline) le dinamiche comportamentali e le linee-guida tecnico-teoriche della famosa arte giapponese. Si sfruttano pesi e misure infinitesimalmente differenti, esche artificiali sostanzialmente simili (seppure declinate in funzioni di territorialità e microclimi assai distanti) e principi di fisica assolutamente accomunabili. Traiettorie ellettiche, ecco tutto ed ecco svelato il segreto di cotanta speme. 

In una bellissima puntata di Sanpei si parla di Tenkara, attraverso i sogni a occhi aperti di un ragazzino in pre-pubertà; purtroppo non esiste un cartone animato corrispondente vercellese o biellese, ma mi piace pensare che. 

In fondo, il riso abbonda in entrambi i Paesi, in entrambi i casi e soprattutto sulla bocca degli stolti che immaginano improbabili analogie e contaminazioni. il sottoscritto, per inciso. 

Cordialità. 

Vanni Marchioni su public company

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