the Vintage People - sicurezza & buona educazione

Ve lo ricordate quando si poteva fumare nei locali?

Era bello andare a ballare, allora. Si faceva la fila all'ingresso e il titolare di questo stesso blog non mi faceva mai entrare. In compenso, a fine serata, era doveroso fare un falò delle vanità e degli abiti indossati. Sembrava di uscire da un forno a legna, senza il buon profumo della legna. Ma non solo: si poteva fumare anche nei ristoranti. Pensare di accendere, adesso, una sigaretta a tavola in un ambiente chiuso, magari mentre stai degustando un'ottima bollicina in abbinamento a crudo di pesce è quanto di maggiormente distante dal mood contemporaneo. Eppure eppure, non si parla degli anni Venti, forse c'era già l'Euro.

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E che dire degli obblighi e delle normative stradali? 

Le cinture erano solamente "consigliate". Ricordo distintamente l'ultimo viaggio del camper di mio padre. Era un Roller, l'avevo per ovvi motivi soprannominato il "cRoller". Ad ogni chilometro perdeva un pezzo per strada, saltava qualcosa all'interno. Era bellissimo. Insomma, al confine con l'Austria veniamo opportunamente fermati alla dogana: l'agente di turno chiede delle cinture, mio padre sorride, allarga le braccia e... non ci sono! Non erano proprio montate / previste su quel modello di camper. Vi racconto di storia vissuta e non ho 100 anni. 

Anche sulle due ruote vigeva l'assoluta libertà: i ciclomotori non avevano la targa ed erano l'incubo dei vigili urbani. L'Urbe, appunto diventava terreno fertile per ogni sorta di infrazione. E il casco? Rovinava i capelli delle donne e il sorriso beffardo degli uomini. Vuoi mettere se Audry Hepbrun e Gregory Peck, sulla Vespa di Vacanze Romane, avessero avuto il casco? Fine della storia d'amore.

Cordialità.

audrey gregory

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