Wimbledon e le sue tradizioni: ma perché ci si veste di bianco?

All’All England Club ci si veste di bianco. Royal box, erba che sembra finta da quanto è verde, vip e 30 milioni di sterline in palio, rendono questo evento uno dei più esclusivi al mondo. Ma perché ci si veste di bianco? Nel 1868  è nato lo storico club, dopo poco cambiò nome in All England Lawn Tennis and Croquet e, visto che il tennis piaceva molto anche se era una disciplina emergente, decisero di dargli importanza. Come solitamente fanno gli inglesi, hanno deciso di redigere delle regole rigorose: il vestirsi in bianco era una di queste, ovviamente mantenuta ancora oggi. Il problema era che non sopportavano le macchie di sudore sui capi colorati perché troppo visibili. Da li, il delirio del rigore: tenniste e tennisti mandati negli spogliatoi a cambiarsi, colpevoli di indossare capi in fantasia o colorati, oppure come denunciava la tennista ceca Strycova, gli ispettori potevano ed erano soliti controllare anche cosa indossassero le tenniste sotto la gonna. Anche re Roger Federer  è stato multato pe le suole arancioni delle sue Nike.

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Le linee guida del dress code di Wimbledon sono: 1) Il bianco è bianco. Non crema o altre tonalità di bianco. 2) È consentita una striscia colorata di massimo un cm sul collo o sulle maniche. Gli sponsor non possono superare la suddetta misura. 3) Scarpe bianche, suole comprese. 4) Ogni indumento intimo colorato, se visibile, non è consentito. La Bouchard ha preso la multa perché aveva le spalline del reggiseno nere. Quindi rigore totale, come dicono loro “A Wimbledon si gioca cosi! Se non vi piace potete fare meno di venire.” Ovviamente sarà cosi per i prossimi 1000 anni, e certamente non si cambia.

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