Let the music play... New York

Sono rientrato da qualche giorno dalla Grande Mela dove ho realizzato uno showcase all’Electric Room Club in Meatpacking; solo buona musica, deep house and garage e trecento persone in delirio che sono riuscito a trascinarmi fino alle 5 del mattino. Esperienza incredibile nella “terra natia”  della musica dance. Spesso, come dico, non si è profeti in patria ma si può diventare profeti in altre patrie.

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Però anche NYC sta soffrendo tremendamente gli effetti negativi della grande globalizzazione e un forte ristagno creativo (lo chiamano “big flat”..)  pervade tutta la nightlife d’oltreoceano.

Ci sono ovviamente poi delle eccezioni, che costituiscono in fondo la speranza ad una futura rinascita al clubbing di un certo livello visto che, principalmente NYC, nell’immaginario comune di noi addetti ai lavori rimane la città fondante del movimento dance negli anni ’70 rappresentata benissimo nel film “La febbre del sabato sera” con John Travolta; era la città dei mitici Area, The Loft, Sound factory,  Studio 54, Paradise Garage dove si mescolavano artisti del calibro di Andy Warhol, Basquiat e Truman Capote, cantanti come Sting, Madonna, Freddy Mercury e Grace Jones insieme ai banchieri di Wall Street e ai modaioli dell’epoca in completa sintonia, senza barriere e senza regole.

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Questi tempi ovviamente non esistono più se non nel ricordo, ma alcune zone della città come l’East Village offrono ancora una serie di club underground molto alternativi frequentati da personaggi stravaganti dove si fa molta sperimentazione musicale. Anche la zona di Meetpacking District, con Electric Room e Up & Down mantiene un certo fermento e un certo sapore old school. Una menzione poi particolare va fatta su Brooklyn, oramai il quartiere del “new deal” newyorkese, dove da periferia degradata e pericolosa si è trasformata rapidamente nel quartiere più cool e contemporaneo dell’intera area metropolitana; musicalmente sono di forte impatto i festival che si svolgono nel periodo estivo incentrati sulla musica elettronica e che vedono spesso alternarsi tutti i djs della scena DC-10 Circoloco + LocoDice e Solomun…

NYC ha ancora evidentemente molto da offrire,  però quando riuscirà finalmente a togliersi le catene della sottocultura globalizzata, tornerà ad essere quel faro, quella bussola, con il quale tutta la scena musicale underground potrà orientarsi e tornare a svilupparsi in modo sistemico.

Let the music play… NYC

Gabry B su public company

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