Tecnologia hydrofoil: voi surfers l’avete già provata?

La tecnologia hydrofoil è nata alla fine dell’800 nell’ambito commerciale della navigazione, più esattamente nel 1906 dall’inventore italiano, Enrico Forlanini, per poi prendere un aspetto più ludico intorno agli anni ’50, quando i waterskiers hanno iniziato a usarlo. Negli ultimi anni è stato legato anche alle tavole da surf.

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L’hydrofoil è composto da due ali o flap poste una dietro e una davanti alla tavola, usate come stabilizzatori che ti permettono di avere un’area di alta o bassa pressione sull’ala. Funziona con gli stessi principi di un aeroplano e gli assomiglia proprio e quando si muove nell’acqua è come se tu volassi. Viene realizzata in carbonio e kevlar per dare stabilità e leggerezza. Le ali sono formate per deviare la pressione dell’acqua verso il basso. La divisione dell’alta e bassa pressione crea differenti livelli di velocità su entrambi i lati del foil e il gioco è fatto, i riders incontrano l’aria.

Laird Hamilton, surfista americano, è stato uno dei precursori del foil board, nel 2012 ha vinto il World Speed per l’”Hydrofoil Boarding” e il film “Step into liquid” di Dana Brown del 2003 dedica una scena a questo marchingegno ,con lui e Dave Kalama che scivolano il picco dell’onda alle Maui. Lo stesso Hamilton ha scoperto la grande potenzialità che poteva avere il foil per il jet sky.

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Mango Carafino, surfista hawaiano e istruttore di sport acquatici, è stato uno dei primi sviluppatori dell’hydrofoil board per il KiteSurf. Utilizzando la stessa tavola e vela, ma inserendo il foil connesso a una lunga pinna sotto il kite, permette al surfista di scivolare sulle onde, quasi in assenza di peso. Si può andare più veloci della velocità del vento e delle barche a vela, calcolato che con questa tecnologia si può superare la velocità del vento di sei nodi. Offre una molteplice varietà di condizioni e ti permette di scoprire nuove sensazioni e posti.

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Il kitesurf con l’hydrofoil  richiede un buon equilibrio, concentrazione, capacità e tempo, per imparare e per gestire le nuove sensazioni che dà. Si può considerare proprio come un nuovo sport. Questo mezzo è indicato per chi preferisce fare freeride e vuole provare nuove emozioniadrenaliniche, sfruttare al massimo le condizioni del vento e divertirsi, riders che vogliono la tavola più veloce, ma con meno sforzo fisico possibile.

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