Acqua Oceano Pacifico

Inizia a mancare lo spazio? Riversiamola nel Pacifico nel corso di anni, sinceramente spesso come ragionano i Giapponesi non lo capisco.

 

Riversare grandi quantità di acqua contaminata da radiazioni nell’oceano Pacifico a partire dal 2022, parliamo delle conseguenze del  terremoto e dello tsunami che hanno colpito il paese nel 2011, quand’è stata usata dalle autorità nipponiche per raffreddare i reattori delle centrale di Fukushima che, dopo essere stati colpiti dall’onda anomala, avevano iniziato a surriscaldarsi e fondersi. Sempre in quel periodo, l’acqua delle falde acquifere aveva inoltre iniziato a raggiungere i reattori e a venire a contatto con gli isotopi nucleari.

Yoshiaki Harada crede  sia l’unica strada percorribile, teoricamente  non sarebbe dannoso per l’uomo perché il corpo umano può tollerare concentrazioni di trizio, a risentirne sarebbe la fauna marina e la qualità del pescato.  Il governo nipponico stima che ci vorranno circa 17 anni per scaricare tutta l’acqua, visto che prima dovrebbe essere diluita per sicurezza. Fortunatamente  non è l’unica opzione,  si è anche parlato di vaporizzare l’acqua o di depositarla nei terreni intorno all’impianto. 

Tempo fa il governo ha anche speso centinaia di milioni di euro per costruire una barriera per impedire alle acque sotterranee di raggiungere i tre reattori danneggiati. Grazie a questo sistema, la contaminazione è diminuita ma non si è fermata e, ogni giorno, diverse tonnellate di acqua hanno continuato a venire a contatto col materiale radioattivo.

Il governo prenderà una decisione finale dopo aver ricevuto un rapporto da un gruppo di esperti.

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