Sichuan - Leshan & Emeishan

Se venite a visitare la regione di Sichuan non potete perdervi Leshan e Emeishan che si trovano a circa 100 km a sud di Chengdu.

LESHAN

Leshan è famosa per il parco che ospita il Dafo, il grande Buddha scolpito in pietra sul lato della scogliera a picco sulla confluenza dei fiumi Minjiang, Dadu e Qingyl durante la dinastia Tang. Con i suoi 71 m di altezza è la statua raffigurante Buddha più grande al mondo e patrimonio mondiale dell’UNESCO.

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Come arrivare?

Da Chengdu ci sono numerosi autobus e treni diretti a Leshan. Noi abbiamo preso il treno alta velocità, che ci mette circa un oretta, e una volta arrivati alla stazione di Leshan prendete l’autobs n°3 che vi porta direttamente davanti all’ingresso del parco. In alternativa ci sono numerosi battelli che durano circa 40 minuti e vi portano davanti al Dafo, ma in questo modo perdereste l’occasione di visitare il parco che oltre grande Budha ospita numerosi templi e pagode.

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Quanto stare?

Basta una giornata di tempo per visitare il parco, quello che noi consigliamo é prolungare la visita verso il monte Emei, che sarà un’esperienza sì più impegnativa ma indimenticabile.

La nostra avventura

Si parte di prima mattina da Chengdu, ovviamente arriviamo alla stazione con ore di anticipo per evitare inceppi ai controlli. Sì, in cina la stazione è molto diversa dalla nostra, prima di tutto non si entra se prima non veniamo controllati da capo a piede, poi viene controllata anche la valigia e tutti i liquidi che intendiamo portarci dietro. Proprio grazie a questi controlli la stazione è impeccabile: pulita e ordinata, anche qua come sui treni, acqua calda a volontà e gratuita per potersi fare un the o i famosi noodles instantanei mentre si è in attesa per proprio treno. Con eccitazione prendiamo il treno ad alta velocità, fin ora avevamo preso i lunghi regionali, e in un ora esatta arriviamo a destinazione. Leshan è soleggiata, e fa ancora più caldo! Il termometro segna 24° e noi iniziamo a sentirne le conseguenze dei 18kg sulle spalle. Raggiungiamo il nostro Hotel grazie ad un ragazzo che pur non parlando un minimo di inglese ci ha visto in difficoltà e si è preoccupato lui di chiamare e di portarci direttamente davanti all’hotel. Lasciamo i 18kg e a spalle libere arriviamo al Parco di Leshan. L’ingresso costa 90Y, circa €12, e in meno di un'oretta, fra salite e scalinate ripide a picco sul fiume lo vediamo: il grande Buddha. è impressionante! Ci godiamo per un pò la vista, fortunatamente non è alta stagione e non c’è una grande folla ai piedi del Buddha. Continuamo per altre tre-quattro orette la visita al parco, fra templi e pagode disperse in mezzo al verde per poi tornare in albergo e riposarci per il trekking sul monte Emei.

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EMEISHAN

Il monte Emei è uno dei quattro sacri della tradizione cinese condiviso sia dal buddhismo che dal taoismo, si trova nella provincia del Sichuan e raggunge i 3099m di altezza. Come il Dafo, anche il monte Emei è patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Come arrivare?

Ci sono treni e autobus diretti a Emei sia da Chengdu che da Leshan. Noi abbiamo preso il treno altra velocità che in 15 minuti ci ha portati alla stazione di Emeishan (attenzione ci sono due stazioni ferroviarie: Emei, che si trova in città e Emeishan, quella ai piedi della montagna!) Dalla stazione di Emeishan a seconda di dove avete l’alloggio ci sono numerosi bus che vi portano a due passi da questo. Noi abbiamo prenotato al Teddy Bear Hotel, ai piedi del monte Emei, e ci siamo trovati molto bene pagando molto poco (circa €20 due notti), e i noodles al brodo di carne sono spettacolari!

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Quanto stare?

Dipende da come si vuole organizzare il trekking, se si ha tempo noi consigliamo due-tre giorni di trekking (alloggiando sopra il monte) altrimenti è possibile arrivare alla vetta anche in un giorno evitando la scalata e prendendo solo autobus e funivia. L’ingresso costa 185Y, circa €23.

La nostra avventura

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Arriviamo al Teddy Bear Hotel verso le 11 del mattino, posiamo il nostro zaino 70l, con la quale sarebbe impossibile scalare anche solo 50m e usciamo subito per iniziare il nostro attesissimo trekking. Ci prendiamo qualcosa da portarci lungo il tragitto, dato che non abbiamo la minima idea sulla lunghezza delle distanze e difficoltà del percorso e carichi di Baoz nel nostro zaino, mappa alla mano, iniziamo la scalata. Passano due ore e ancora niente ingresso, iniziamo quindi a pensare che forse alloggiando ai piedi della montagna il biglietto d’ingresso sia compreso nel prezzo dell’hotel, ma ovviamente ci sbagliavamo.

Dopo tre ore di cammino, e non stiamo scherzando, fra salite, strade chiuse, scalini, abitazioni sperdute e mille indicazioni diverse fra loro, troviamo l’ingresso! Paghiamo e finalmente abbandoniamo la strada asfaltata per trovare solo piccoli, fitti e interminabili scalini! Non sappiamo dire quanti scalini abbiamo fatto fra un tempio e l’altro, solo che il pomeriggio si faceva sempre più maturo e di alloggi nemmeno l’ombra.

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Fortunatamente arrivati ad altro punto morto, letteralmente in mezzo a delle galline che vagavano libere sul monte, troviamo una coppia che a suon di gesti ci offre un passaggio fino a Qinyin Pavillon. Trattiamo per un letto dove passare la notte, da 180Y a 80Y (TRATTATE SEMPRE) e ci addormentiamo subito. Ci svegliamo presto all’alba per poter riprendere il nostro trekking e riuscire ad arrivare alla vetta. Avevamo preso un po’ troppo sottogamba questa scalata che si sta rivelando una vera impresa. Molto velocemente arriviamo a Wannian Temple e prendiamo la via più corta per raggiungere la vetta, evitando così il sentiero delle scimmie selvatiche che richiederebbe un’altra notte sul monte.

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Scalini dopo scalini, la nebbia si fa sempre più fitta e ci rendiamo conto di camminare proprio dentro le nuvole. La sensazione è strana, siamo stanchissimi, sfatti, e ogni volta che pensi di essere arrivato alla fine trovi un altro cartello che ti indica il prossimo tempio ad altri 5 km di distanza. Fortunatamente lungo il percorso è pieno di piccole soste dove bere e se volete anche mangiare qualcosa, ma non arrendetevi e continuate a scalare! Arrivati a Jieyindian è possibile prendere la Funivia e saltare gli ultimi 7 km e arrivare alla vetta, noi abbiamo deciso di salite in funivia e scendere poi di nuovo a piedi.

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La funivia non è una passeggiata se avete paura di essere sospesi in mezzo al nulla e soprattutto schiacciati fra 100 (veramente 100) persone, ma almeno è veloce e in tre minuti si arriva in vetta. Scendiamo dalla funivia e ci restano gli ultimi 200 m. La sensazione è inspiegabile, tutta la fatica è più che ben ricompensata, Samantabhadra ti aspetta maestosa, illuminata dal sole, sopra un mare di nuvole. Ti rendi conto del significato del pellegrinaggio una volta che con le tue forze riesci a raggiungere la vetta e a goderti tutto questo spettacolo. Ogni scalino ha un suo perché, ogni sosta e ogni tempio ti preparano alla vetta, non sarebbe lo stesso arrivare a Samantabhadra senza prima sudare tutti i sentieri, riprendere fiato di tanto intanto e perché no anche maledicendo le salite. Se avete l’occasione di trovarvi nel Sichuan, non potete perdevi questo viaggio soprattutto per voi stessi.

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