babbo o papà?

"Ché non è impresa da pigliare a gabbo / discriver fondo a tutto l’universo, / né da lingua che chiami mamma o babbo". Sebbene evidentemente Dante voglia con le sue parole gettare discredito sull'utilizzo di tali terminologie puerili, salta immediatamente agli occhi come l'espressione (corretta) fosse già in essere e in voga oltre settecento anni fa.

dunque: babbo o papà? L'espressione “papà” è un vecchissimo francesismo, usato tradizionalmente nel Nord Italia, data la contiguità di area, mentre “babbo” risulta una espressione autoctona, ovvero assolutamente locale e territoriale. La diatriba tra “papà” e “babbo” è stata questione tipicamente ottocentesca, come si evince dalle parole di Giuseppe Frizzi, che del 1865 scrisse: "Padre è la voce vera e nobile, la quale si riferisce a tutti i padri in generale; e si trasporta a significare paternità spirituale, e comecchessia Colui che primo ha dato origine a una cosa. – Babbo è voce da fanciulli, ed è usata anche dagli adulti a significazione di affetto, e suol dirsi parlando del proprio padre o del padre di colui a cui parliamo. – La voce Papà è una leziosaggine francese che suona nelle bocche di quegli sciocchi, i quali si pensano di mostrarsi più compiti scimmiottando gli stranieri".

Oh, mettiamo il punto. E finalmente non l'ho detto io. 

Cordialità.

Vanni Marchioni su public company

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