far Luce sulla morte del Duce

Sull'onda lunga di quanto accaduto a Macerata lo scorso 25 aprile (vedi mio precedente articolo) ho ritenuto opportuno approfondire la conoscenza su quanto realmente avvenuto in quei tre giorni fatidici che intercorsero tra la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e la morte di Benito Mussolini. 

Reminiscenze di vecchi studi condite da teorie non propriamente imparziali lasciavano nel sottoscritto ampio spazio al desiderio di verità. Verità storica, sia ben chiaro, che in nessun modo potesse e possa smussare gli angoli di una condanna dovuta e doverosa per quanto accaduto negli anni più bui della nostra storia, ma allo stesso tempo - a mio avviso - necessaria alla corretta comprensione di quanto in oggetto. Ebbene, ricordavo di grandi nubi attorno alla questione e altrettanto nebulose appaiono ancora oggi le dinamiche e le storie che accompagnano il Duce e la sua forzosamente prematura dipartita. Un omicidio, in italiano corrente, a tutti gli effetti. E un'ennesima pagina di violenza a chiudere un cerchio lungo vent'anni. Mi correggo: a non chiudere un cerchio, perchè è conclamato come nei mesi a venire tale accaduto, in tutta Italia sia data la caccia a certificati o presunti adepti dell'appena destituito governo fascista (leggi: Il Sangue dei Vinti di P. Pansa). Processi sommari, processi mai avvenuti, massacri e linciaggi che aggiungono violenza alla violenza. è la guerra. è la vita. qualcuno pensa che la morte sia semplicemente una conseguenza della vita. E certamente lo è, a livello biologico, ma quando le vite degli altri cadono nelle mani di chi si arroga arbitrariamente la facoltà decisionale di perpetuarne o meno la naturale prosecuzione...la faccenda si complica. Tutte le medaglie al valore appese al bavero di autoproclamati combattenti hanno (avuto) piena ragione & motivazione di essere elargite, ne siamo certi? Vediamo un po' di entrare in merito di quanto segue.

 

Chi ha ucciso, materialmente, Benito Mussolini? 

 

Si suppone sia stato il "Colonnello Valerio", va bene. Ci sono voluti venti anni per dare un nome, anzi per far collimare un nome con il proprio pseudonimo. Perchè non è venuto immediatamente fuori questo nome? Forse perchè le modalità della cattura, degli interrogatori, dell'esecuzione e nondimeno della brutale esposizione pubblica del suo corpo nel Piazzale Loreto a Milano sono state irrimediabilmente macchiate da gravi inadempienze a livello etico/civile/umano? Non meritava forse, anche se si chiamava Mussolini, di subire un regolare processo? E se l'autoproclamato "Colonnello" Valerio avesse avuto timore di una qualche ritorsione legale? Ma non c'era nemmeno una Costituzione democratica, quale paura...si poteva sparare a un uomo cattivo senza andare in galera in quei giorni, figuriamoci al Duce. Non è neanche chiaro dove sia avvenuta la fucilazione, quale sia stata l'arma del delitto (sì: delitto), quanti colpi siano stati sparati, quanti siano effettivamente giunti a destinazione (cinque, sette...questo per dare un quadro generale sulla parzialità delle informazioni a nostra disposizione). Non si sa chi abbia premuto il grilletto, non si conosce la composizione della "giuria" che in soli tre giorni ha emesso il verdetto di morte. 

 

Ma facciamo un passo indietro; testimonianze sicuramente verificabili e verificate raccontano di una sorta di "corridoio/cuscinetto" fortemente voluto da Hitler in persona per garantire a Mussolini, - nonostante l'occupazione in atto da parte dei Tedeschi e tutte le relative rappresaglie, i bombardamenti e via dicendo - un'uscita di scena (una fuga) degna del suo nome. Un tantino difficile da credere, ma tutto è possibile. In ogni caso, anche se fosse vero, diciamo che il cordone di protezione organizzato dai Nazisti non ha funzionato poi così bene, dal momento che sono intercorsi appena tre giorni dalla Liberazione alla fucilazione. Con ogni probabilità il Duce, a fianco dei propri ultimi e irriducibili seguaci, cercava di "arroccare" (si direbbe in una partita a scacchi) in attesa di nuove disposizioni, proprio per non cadere prematuramente nelle mani di persone incapaci di comprendere il potenziale storico del tenerlo in vita. Voleva veramente fuggire in Svizzera, via Como? Forse sì, forse no. Chissà, è morto. Non ha potuto spiegare niente, non abbiamo una testimonianza diretta sulla fine della storia più amara e controversa che ha direttamente interessato il nostro Paese.

 

Certo è che suonano strane, a me almeno, le "certe testimonianze" dei partigiani che hanno dichiarato di aver sorpreso Mussolini "livido di paura, nascosto sotto una panca". Sembra strano per il carattere che aveva, Mussolini. Sembra strano perchè aveva sempre dichiarato di non voler fuggire, per nessun motivo. Con queste modalità, poi. Sembra strano perchè, come sopra, è talmente nebulosa a distanza di oltre settanta anni la storia della sua morte che la certezza su tali dettagli suona veramente fuori posto e fuori luogo. Sembra molto meno strano se andiamo avanti di qualche ora, con la (presunta) cronaca di quel che accadde. La voglia irrefrenabile di screditare il suo nome, sfociata infine nella vergognosa mattanza di Piazzale Loreto, passa anche dall'immagine di un uomo impaurito, un coniglio tremante in fuga nascosto sotto la sedute di un furgone. Chissà, è morto. 

 

Perplessità sulla morte di Claretta Petacci, al suo fianco fino in fondo, fino al famigerato benzinaio. La teoria più accreditata è che la sua morte sia avvenuta per sbaglio, per caso. "Per caso", veramente, la storia sostiene che Claretta Petacci abbia opposto il proprio corpo alla traiettoria del primo proiettile che avrebbe dovuto uccidere il Duce. Per caso, sempre per caso, è stata appesa anche lei a testa in giù alla balaustra del venditore di benzina in Piazza Loreto. Per caso - perdonate la brutalità di quanto segue - il suo corpo era tumefatto da infiniti colpi, era senza mutande. E questo ennesimo macabro particolare la dice assai lunga sull'ipotesi di quali siano state le sevizie inferte "per caso" a Claretta Petacci. Come abbiamo potuto accettare questa versione storica per oltre settant'anni? Evidentemente la matrice di violenza che ha portato alla mattanza di un essere umano la cui sola colpa era di aver amato l'uomo sbagliato è ancora saldamente viva nel cuore e nella mente di alcune persone, Macerata ne è prova evidente. 

 

"Macelleria Messicana" fu la definizione di Indro Montanelli di quanto accaduto a Piazzale Loreto.

 

Un'ultima, ma a mio parere interessantissima, ipotesi: si parla di un fantomatico carteggio tra Mussolini e Churchill. Documenti che a detta di molti pare fossero in mano dello stesso Mussolini. Il tutto è assai fantasioso, certamente. Ma altrettanto certamente se il fatto corrispondesse a verità e Mussolini avesse avuto la possibilità di parlare, probabilmente la storia avrebbe preso una piega diversa. Altrettanto probabilmente i tanti detrattori del fascismo non avevano alcuna intenzione che questo avvenisse e in un certo senso avevano anche tutte le ragioni e giustificazioni del caso. Non le modalità esecutive, però. Se questi documenti fossero veramente esistiti, sarebbero diventati pane per i denti degli storici. 

Ma la storia la scrivono sempre i vincitori. 

Cordialità.

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