Francesca Woodman, la fotografa del disordine interiore

Francesca Woodman è una delle figure più emblematiche dell’arte degli ultimi trent’anni, benchè il suo percorso creativo si sia interrotto molto presto.

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Una personalità ossessiva e fragile ha portato la fotografa al suicidio nel 1981 all’età di 23 anni, lasciando dietro di sé un bellissimo talento.

Cresciuta tra Stati Uniti e Italia, più precisamente qui in Toscana, dove i suoi genitori avevano acquistato un casale vicino all’Antella, nella campagna fiorentina e a Roma per frequentare i corsi della Rhode Island School of Design.

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Dopo l’Italia la Woodman si trasferisce a New York.

La sua fotografia si esprime all’interno di spazi al chiuso, l’architettura domestica è mischiata a nudi a rappresentazione di una sessualità molto intensa ed eterea.

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Ogni foto è ricca di queste atmosfere surreali in questi ambienti privati e logori dove il corpo nudo di Francesca sembra esternare la sua solitudine con il mondo.

L’uso della fotografia diventa per lei lo sfogo di situazioni ed emozioni giornaliere, un elemento di comprensione di se stessa e trasmissione dei propri pensieri.

Riuscì a pubblicare solo un libro: Some Disordered Interior Geometries.

L’ombra della figlia non abbandonò mai i genitori, che dopo la sua morte si sono dedicati interamente al lascito artistico di Francesca. 

The Woodmans è il documentario a lei dedicato che approfondisce la storia di questo dramma con varie interviste e lavori meno conosciuti dell’artista. 

“Ho dei parametri e la mia vita a questo punto è paragonabile ai sedimenti di una vecchia tazza da caffè e vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate”.

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francesca woodman la fotografa che non voleva vivere image ini 620x465 downonly

Tiziana Aleotti su public company

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