I “mostri” di Diane Arbus

La fotografia di Diane Arbus ha saputo raccontare l’umanità di chi si trovava davanti al suo obiettivo. Riusciva a guardare dentro le persone, a raccontare le loro personalità, trasformando anche l’ultimo degli emarginati in una figura piena di fascino.

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Nacque nel 1923 da una famiglia benestante ebrea, i Nemerov, proprietari di un grande magazzino. 

Frequentò delle scuole private e a diciotto anni sposò un suo amico d’infanzia, Allan Arbus. Uniti dalla passione per la fotografia, i due aprirono uno studio di fotografia commerciale, realizzando servizi per riviste come Vogue, Harper’s Bazaar, Glamour: Diane era l’art director e Allan il fotografo.

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Nel 1947 inizia a studiare fotografia con Berenice Abbotte e nel 1955 con  Alexey Brodovitch, art director di Harper’s Bazaar. La vera svolta nel suo lavoro si ha quando conosce Lisette Model, con cui studia nel 1956 e nel 1957. A quei tempi risale la separazione professionale dal marito (la separazione coniugale avverrà anni dopo): folgorata dall’insegnamento di Lisette, Diane trova il coraggio di superare la sua timidezza e iniziare a fotografare i soggetti che le interessano veramente.

Ha fatto della fotografia uno strumento di emancipazione dall’opprimente “american way of life” degli anni cinquanta.

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Esplorando i sobborghi poveri, gli spettacoli di quart’ordine spesso legati al travestitismo, scopre il centro del proprio interesse nell’attrazione che sente verso i freaks, individui considerati negativamente inusuali  a causa del loro modo di agire o individui affetti da deformità fisiche considerati quindi dalla società dispregiativamente diversi.

Cominciò quindi a fare nuove esperienze e a visitare nuove realtà, volta ad esplorare il variegato mondo parallelo a quello della “normalità”, che la porterà, a muoversi fra nani, giganti, travestiti, omosessuali, nudisti, ritardati mentali e gemelli, ma anche gente comune colta in atteggiamenti assurdi.

Diane Arbus si toglie la vita il 26 luglio 1971, ingerendo una forte dose di barbiturici e incidendosi le vene dei polsi. 

Nell'ottobre del 2006 esce al cinema il film "Fur" ispirato al romanzo di Patricia Bosworth, che racconta la vita di Diane Arbus, interpretata da Nicole Kidman.

"Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate" (D.Arbus)

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