il 25 aprile a Macerata (una triste pagina di storia contemporanea)

A Macerata il 25 aprile gruppi antifascisti espongono un manichino di Mussolini appeso a testa in giù come a piazzale Loreto. I bambini lo colpiscono col bastone per conquistare le caramelle. 

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Di tempo ne è passato dai giorni bui della guerra civile italiana. Eppure dopo 73 anni quel "Mussolini a testa in giù" si è ripetuto a Macerata. La festa di Liberazione, invece di diventare momento per una pacificazione nazionale che in tanti (da troppo tempo) chiedono, è tornata ad essere occasione divisiva che rischia di portare allo scontro sociale. Centri sociali e antifascisti hanno ben pensato di mettere in scena una discutibile (se non orribile) rappresentazione dello scempio compiuto sui corpi di Mussolini e della Petacci a piazzale Loreto. Quattordici lustri dopo, Palestra Popolare e Collettivo Antifà di Macerata ieri hanno appeso su una forca in piazza Cesare Battisti un manichino del Duce a testa in giù. Testa pelata, braccio destro teso, divisa nera d'ordinanza. Il Mussolini di cartapesta è stato preso a bastonate da adulti e piccini: rompendogli la testa con un palo, i pargoli hanno vinto caramelle e dolciumi contenuti all'interno del (finto) Benito. Una volta deturpato, il pupazzo in divisa fascista è stato sostituito da un altro manichino pelato in maglia nera e croce celtica sul petto. Non proprio un modo per chiudere un capitolo aperto da troppo tempo per gli italiani. Che forse non dovrebbero fregiarsi con quella voglia di vendetta che portò, scrisse Indro Montanelli, al "feroce ludibrio cui furono sottoposti a cadaveri di Mussolini e Claretta". liberamente tratto da Il Giornale, 26 aprile 2018. 

no comment.

 

cordialità.