la terra dei cachi

Italia sì Italia no, Italia gnam...se famo du' spaghi...contavano qualche anno addietro Elio e le Storie Tese, evidenziando nelle fattezze del nostro Bel Paese un'inequivocabile tendenza alla superficialità elettiva che sembra onestamente calzare a pennello alla tarantella politica che ha riempito le pagine dei quotidiani (e non solo quelle) dal giorno delle elezioni a oggi. Di Maio con Salvini ma senza Berlusconi, Salvini senza Berlusconi non si può fare, allora Di Maio con il PD, ma Renzi frena e Martina s'incazza con Renzi, nel frattempo Berlusconi fa un passo indietro e "libera" Salvini che stipula un contratto sui temi con Di Maio che a questo punto si smarca definitivamente dal PD. Tutti d'accordo, si definiscono i temi e i nomi dei Ministri, si affaccia al Colle il professor Conte - che piace a tutti, dice due cose delle quali tre giuste - sembra fatta ma non è: salta tutto improvvisamente per mano di Mattarella e a causa della candidatura di dell'esimio o esimo professor Savona, stimatissimo economista antieuropeista. Viene giù il mondo, Di Maio parla di attacco alla Costituzione, grida all'impeachment. L'Italia si spacca a metà, tra chi sa come si scrive impeachment e chi no, tra chi sta con Mattarella e tra chi sostiene che abbia agito anticostituzionalmente. Perfino il PD rialza la cresta, per un attimo, sulla ali della contestazione a larghe maglie, su finezza estiva. Mattarella di qua, Mattarella di là. una valanga di insulti e offese sui social (che testimoniano quanto gli Italiani si siano rotti i coglioni, per dirla con un termine altamente diplomatico e altrettanto pragmatico, di una situazione di stallo che di fatto con rende merito a nessuno, all'elettorato e alle forze politiche che di fatto hanno fatto il possibile per garantire governabilità a un Paese ingovernabile) e nuovamente una fumata nera dal Colle. Spunta il nome del professor Cottarelli. Un buon uomo e un gran professionista che in questo momento sta sul culo a tutti, indistintamente. me lo vedo a casa sua, sul divano, nel momento in cui riceve la chiamata dal Presidente..." ma davero davero..? e non posso proprio dire di no, eh?". Non è colpa sua, non è causa ma diventa effetto. In sostanza, tutti perdenti. i mercati internazionali misurano i pesi di cotanta incertezza istituzionale, lo spread s'innalza immediatamente e con questo anche i tassi variabili dei mutui. Un macello, mediatico ed economico. Facciamo la figura dei "soliti Italiani", sottolineata - con la consueta mancanza di opportunismo e buon gusto - da parte del Ministro dell'Economia tedesco (che dimentica che l'azzeramento del debito pubblico della Germania nel dopoguerra, quando parla di collettività europeista). Si riparte da zero, si torna al voto. Fallimento generale, istituzionale. l'Italia non parteciperà nemmeno ai mondiali di calcio, è la fine del tricolore (se non si legge tra le righe, sottolineo una punta d'ironia, relativamente a quest'ultima considerazione).

Ebbene, a passo dal baratro istituzionale (la festa della Repubblica, domani!) e dalla concreta possibilità di veder piovere pomodori sulle teste delle più alte cariche dello Stato, giro di boa inatteso da tutti. il governo si fa. Savona si sposta da questa parte, il povero Cottarelli s'affonda come una petroliera nella carta quadrettata del gioco della battaglia navale e Mattarella tira fuori dal cilindro magico il classico coniglio, bianco come una fumata improvvisa e inattesa da tutti: colpo di scena, colpo di teatro, colpo gobbo. 

Professor Conte, con Te.

Cordialità.

Vanni Marchioni su public company

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