Perché nella serie"la casa di carta" cantano “bella ciao”? La spiegazione.

Quando, girando per le strade di un paese straniero, si incontrano gruppi di giovani del posto che cantano allegramente a squarciagola l’inno partigiano Bella Ciao, la prima impressione può essere di stupore o addirittura di disappunto.
La causa di tutta questa passione internazionale per il brano simbolo della Resistenza, durante la Seconda Guerra Mondiale, si può però facilmente comprendere dopo aver guardato alcuni episodi della serie Netflix La Casa de Papel, in Italia La Casa di Carta.
Questa serie, realizzata e prodotta in Spagna, ha avuto un enorme successo a livello internazionale. C’è chi definisce La Casa di Carta un capolavoro e c’è chi grida al fenomeno di tendenza sopravvalutato, ma anche in Italia questa serie ha fatto parlare molto di sé.
La Casa di Carta è una serie con puntate lunghe. Il tempo scorre molto lentamente e la tensione e l’attesa diventano variabili fondamentali. Vengono supportate e rafforzate dal sottofondo sonoro e dai brani che accompagnano gli avvenimenti.
A conquistare il cuore degli spettatori, ancor più della sigla, è la curiosa versione di Bella Ciao dei protagonisti della serie.
Questa versione della canzone della Resistenza partigiana viene cantata e proposta in lingua italiana anche nella versione originale della serie.
Si tratta di una scelta curiosa, che viene motivata e giustificata durante lo svolgimento dei fatti principali e lo sviluppo dei personaggi.
Il fatto che la canzone sia stata inserita in alcune delle scene più significative della serie contribuisce ad attribuirle importanza. La cantano i protagonisti dell’attacco alla Casa di Carta, ossia la Fábrica nacional de moneda y timbre di Madrid, nel momento di massima felicità, come lo definisce la stessa Tokyo. La cantano il Professore e Berlino in una delle scene cruciali della serie.
Bella Ciao rappresenta la resistenza, la ribellione, la rivincita ed è su questi ideali che il Professore ha costruito il proprio complesso piano. Un attacco criminale ben studiato, nel quale i protagonisti, con le loro fragilità e i loro errori, riescono a conquistare l’affetto degli spettatori. 
Ma perché proprio Bella ciao?
A spiegarcelo è proprio la narratrice Tokyo che racconta il legame che avvicina il professore al canto partigiano. Ci racconta infatti di come l’idea di resistenza e la canzone siano per il professore l’eredità del nonno.
“La vita del professore girava intorno a un’unica idea: Resistenza. Suo nonno, che aveva combattuto i fascisti al fianco dei partigiani, gli aveva insegnato questa canzone, e lui l’aveva insegnata a noi.”
Trasformando un gruppo di banditi in rivoluzionari, La Casa di Carta è riuscita a conquistare il cuore di moltissimi spettatori. E in tutto questo Bella ciao ha avuto un ruolo fondamentale, ha contribuito a creare empatia tra i rapinatori e il pubblico.
Ora non ci resta che aspettare la terza parte, del cui annuncio vi abbiamo già parlato qui, per scoprire cosa ci riserverà la continuazione de La Casa di Carta, voluta fortemente da Netflix sulla scia dell’enorme successo delle precedenti.
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